venerdì 12 settembre 2008

L'economia delle reti sociali

Sottotitolo: A Late Summer Night Dream.
clipped from diariosemistupido.wordpress.com

Tutto finisce nel flusso di quello che fa “noi” in rete (e fuori). La cosa interessante è seguire ciò che fa “gli altri”. Gli altri rappresentano un patrimonio inestimabile di conoscenza, non immediatamente spendibile forse, ma che comunque rappresenta motivo di arricchimento. Il valore aggiunto è che ci sarà sempre qualcuno che troverà utile o di particolare interesse quello che noi abbiamo messo liberamente e gratuitamente a disposizione.

E’ talmente forte la spinta propulsiva verso questo aspetto del web che anche i servizi non tradizionalmente “sociali” si stanno attrezzando in questo senso.

blog it

Con grande merito di quei tecnologi che il web l'hanno inventato, e con buona pace di quelli che pensano che web2.0 sia solo una versione tecnicamente avanzata dello stesso vecchio web, ormai il web se lo sono preso le persone.

E se la digitalizzazione e la internettizzazione e' riuscita, negli anni passati, a pervadere le aziende, i servizi, la comunicazione e la relazione delle persone, ora sono le persone che possono e potranno umanizzare le aziende e i servizi, oltre che la comunicazione e le relazioni tra le persone stesse.

Come mi sembra di leggere sotto alle parole di Niki, se nel secolo scorso innovare era "digitalizzare", in questo innovare sara' "riportare ad una dimensione (piu') social".

Quello che era sfuggito all'influenza e al controllo dell'uomo, perche' la macchina era piu' efficiente, piu' rapida, piu' costante, e' stato prima informatizzato ed ora e' riportato in una dimensione "social", quindi e' riconsegnato alle persone.

Come ieri nulla importava se non era informatizzato, oggi e domani nulla importera' se non e' riportato in una dimensione "social", se non e' riconsegnato alle persone.

Il nuovo umanesimo sara' permesso proprio dalla tecnologia digitale. Psiche si affermera' proprio grazie a Techne. Com'e' da sempre.

Dall'economia delle informazioni e della conoscenza, all'economia delle relazioni sociali.

Non daremo piu' valore ad un oggetto tecnologicamente avanzato, ad un bene di lusso, ad un informazione ricercata, ne' apprezzeremo qualcuno che ha successo economico, un potere astratto o una conoscenza profonda, se non per il loro valore in termini di relazioni sociali, per quanto saranno capaci di generare conversazione e socializzazione, di creare e sviluppare reti sociali. A dire il vero e' gia' cosi' al punto tale che sta diventando un luogo comune. Sara' sempre di piu' cosi'.

L'economia torna cosi' al suo significato etimologico originale, cioe' la disciplina che amministra il valore dell'ambiente: non un ambiente tecnologico, ne' un ambiente codificato, ma un ambiente sociale, ecosistemico, in cui le persone e le loro relazioni sono il riferimento.

3 commenti :

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Forse non riesco a leggere bene ma ci sento una nota stonata.

Mi preoccupa prima di tutto il fatto di sentirla, la stonatura (ammesso che ci sia veramente).

Mi preoccupa perché, quasi certamente, la sento solo io e quindi tanto varrebbe starsene zitti.

Provo invece a dire cosa credo "stoni" per .. farla finita. Cioè, non per suicidarmi .. che di cose per cui stare al mondo grazie a Dio ne ho ancora .. ma per smettere di scrivere su Web e Conoscenza post come WTF R we using the Web for?.

Mi stona sentire sempre, in sottofondo, la permanenza di un rapporto causa-effetto tra produzione e consumo. Non c'è forse?

La conclusione del post non è forse wishful thinking .. fondato sulla speranza che i comportamenti reattivi del pubblico si orientino verso certi obiettivi di miglioramento (nuovo umanesimo eccetera).. per effetto di una evoluzione tecnologica che (a me sembra) viaggia solo con il pilota automatico da tempo esagerato?

Se fosse vero quello che dico allora dovrebbe aver senso cercare di provocare chi il danno l'ha fatto e continua a farlo (leggi pure "il Marketing") .. perché sperare d'indurre comportamenti proattivi in un pubblico di consumatori incarogniti sarebbe una pia illusione.

Sai benissimo che (noi consumatori) stiamo per assistere al ripetersi di un esperienza tipo le dispense Computer No Problem che uscivano "a gratis" con la Repubblica qualche anno fa. Questa volta saranno Virgilio, Telecom e le BlogFest a colmare il nostro gap culturale informatico .. Ci metteranno anche le veline per acCULturarci?

So di dar voce a uno sfogo; so che gli sfoghi non sono costruttivi; ma sto rivolgendomi a qualcuno che può capire .. sto facendolo grazie allo stato dell'arte tecnologico .. esattamente come facevano i fisici del CERN quando parlavano ai gestori della tecnologia da loro stessi acquisita .. che però non bastava a soddisfare i loro bisogni / desideri / sogni .. perché ricordo che .. da quel parlare, i loro gestori della tecnologia in uso fecero nascere il Web ..

Vorrei essermi spiegato.

Vorrei ricevere da te un commento proattivo.

Grazie e Buona Domenica :-)

GinoTocchetti ha detto...

Grazie Luigi, innanzi tutto per aver detto la tua.

Questo articolo e' nato di getto, e il sottotitolo chiede che sia letto con l'ampiezza di vedute e l'assenza di un severo esame logico, come si concede ad un sogno.

Delle note che lo compongono ne hai sentita una stonata. E su questa mi soffermero' necessariamente in un nuovo post.

Qui, ora, posso solo dire che mi ha colpito il riferimento alle dispense "Computer No problem": a volte e' incredibile la lateralita' del pensiero di chi mi legge.

E questo lo considero un elemento positivo, una preziosa caratteristica dei miei lettori. E anche, in parte, del mio modo di scrivere.

Ti rispondo qui anche con un piccolo anticipo di quella che sara' la mia risposta piu' ampia.

Si, economia e' un termine che evoca la sistematizzazione di un insieme di cause ed effetti in un corpo teorico pratico.

Ma non intendevo quello a cui tu alludi. Il meccanismo causa-effetto e' nella natura delle cose, e degli uomini. Qualcuno lo usa, qualcuno ne abusa.

Tra l'altro i markettari hanno molte colpe, ma non sono il Male come talvolta si vuol far credere: soprattutto non sono il Male in un mondo di santi. Ma questo porta fuori tema.

La mia risposta sara' quindi un "No": io non vedo la trasformazione in atto come un disegno dall'alto, imposto alla gente comune con la forza dell'inganno (del marketing) e e del potere (del Sistema).

Anzi. Del resto non ho scritto questo per divinazione tutta soggettiva, ma proprio per esperienza diretta, mia e di network.

Rileggi, se hai tempo e voglia, tenendo in mente questo: cosa viene piu' naturale fare alle persone intorno a te (te compreso) nel momento in cui hanno la liberta' di fare cio' che vogliono ? Produrre ? Conoscere ? Socializzare ? Fammi sapere il punteggio che hai dato.

Infine, lasciami anche mandare un invito a te e agli altri, a non discutere un singolo aspetto alla volta, una singola nota dell'accordo, stonata o meno che sia.

E quindi ti rilancio il tema nel suo complesso (il passaggio dall'economia della conoscenza all'economia delle reti sociali).

Sento che questa discussione avra' una coda lunga.

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Sembra che il titolo del mio post sul Blog di Gigi sia un problema.

L'ho rimosso dai post pubblicati.

La versione G Doc è qui.

Grazie per la risposta, che mi darà modo di chiarire e di enfatizzare la mia preoccupazione per una nota .. paragonabile al LA nell'espressione "dammi il LA"; aspetto di sentire altri interventi.