lunedì 5 maggio 2008

Le tasse sono il mezzo, non il fine, e nemmeno il tema

Marshall McLuhanInnanzitutto una premessa. Da McLuhan in poi, l'importanza del mezzo sul messaggio dovrebbe essere un fatto acquisito. La stessa informazione su canali diversi trasferisce messaggi diversi. Si sbaglia quindi chi si stupisce che gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi degli italiani su internet siano da considerare diversamente da quelli disponibili agli Uffici Comunali. [Edit 6/5 14:45] Questo solo per dire che ben venga l'innovazione, solo facciamolo bene.

Ma il punto non e' questo.

Carlo IIIIn Italia, forse per aver ereditato modelli burocratici ottocenteschi (e non essercene piu' liberati), i nostri politici sono da sempre bravissimi nel disporre norme che stabiliscono una cosa e insieme il suo contrario. Con il preciso intento di legittimare e consolidare il potere discrezionale dell'Organo Esecutivo.
La pubblicazione degli elenchi in internet ha scardinato questo meccanismo, e ha reso "chiaro e semplice" cio' che prima era consentito ma con vincoli discrezionali. Quindi ben venga.

Ma il punto non e' nemmeno questo.

Le vite degli altriVenedo al nocciolo del provvedimento, e' chiaro che e' stato emesso per favorire la lotta alla evasione fiscale. E sull'intenzione non c'e' nulla da dire, anzi da applaudire. Ma risponde ad una logica di competizione sociale (e anche un po' di delazione), e conferma un'idea di Stato "contro" i cittadini, e che anzi cerca di affermarsi mettendoli uno contro l'altro. Per questo il mio parere sul provvedimento e' totalmente negativo. [Edit 6/5 14:45] Io ho pagato fior fiore di tasse da dipendente, e fatturo regolarmente ora che sono libero professionista, ma mi da' fastidio essere annoverato tra gli 'amici' come se approvassi la nostra Pubblica Amministrazione che invece vorrei riformata profondamente, anzi rivoltata come un calzino.

A questo riguardo, non si puo' prescindere dal fatto che le tasse sono intese dai cittadini come un furto da parte dello Stato: chi le deve pagare odia farlo, e quindi odia chi puo' evadere. A causa di questo clima di conflitto cittadino-stato e soprattutto cittadino onesto per forza-cittadino evasore, il provvedimento della pubblicazione rischia di andare contro l'armonia nazionale (gia' a rischio per altri motivi). Per questo io dico che ad onorevoli intenzioni sono seguite discutibili azioni (e forse improvvide).

Per vincere l'evasione fiscale, occorre demotivare il senso generale di iniquita' che gli italiani hanno delle tasse. Questo si puo' (e si deve) ottenere rendendo piu' efficienti i servizi pubblici che lo Stato eroga ai cittadini (grazie alle tasse), ed eliminando sprechi e privilegi nella Pubblica Amministrazione, rendendo possibile l'alleggerimento della pressione fiscale e trasmettendo un modello di responsabilita' civile e di onesta' nel rapporto tra stato e cittadini.

Purtroppo quella ricetta non e' ne' nel programma del centrodestra, che vuole abbassare le tasse e contemporaneamente diminuire il sistema di servizi pubblici, a favore del privato, ne' del centrosinistra, che vuole far passare l'idea che le tasse sono una cosa bella, lasciando in secondo piano il miglioramento del servizio pubblico e la questione dell'efficienza.

Della serie, l'Italia che vorrei e chi dovrebbe portarla...

5 commenti :

Gigi Cogo ha detto...

Carissimo,

nulla da eccepire. Anzi, va riaffermato che bisogna eliminare privilegi e sprechi nella PA.

Manca un passaggio, IMHO. Chi governa la PA in Italia?

Io la risposta ce l'ho. Sono gli imprenditori. Ed eleggono i LORO politici, i loro portaborse i loro consulenti.

La PA non è governata da quel merdoso dipendente pubblico che "puzza" come lo sterco. E che se non vota per il barone di turno non ha nessuna dignità.

Ti assicuro che, ormai è COMPLETAMENTE in mano all'impresa.

E questo la dice lunga!

GinoTocchetti ha detto...

Molto interessante la tua 'rivelazione'. Eppure nell'ambiente degli imprenditori veneti, l'opinione che circola maggiormente e' quasi opposta.

Quando vuoi approfondire, io sono disponibile e molto interessato a capire.

Felter Roberto ha detto...

Come spesso succede in Italia, la stessa cosa è nel contempo giusta e sbagliata, per cui volontariamente sto cercando di non prendere posizione in tal senso.
Concordo con quello che dici, ma nello stesso tempo tutto quello non può essere una giustificazione a non svolgere i vecchi adempimenti con nuovi strumenti. Se passasse questo concetto daremmo un'arma incredibile a chi vuole "nascondersi" dietro alla burocrazia.

GinoTocchetti ha detto...

@felter: io non sono contro l'innovazione (a parte che talvolta e' fatta con carloneria).

Ne' sono contro la trasparenza che deriva dalla pubblicazione delle dichiarazioni online, in se'.

In questo caso sospetto che l'operazione serva a spostare l'attenzione sull'onesta' dei cittadini, per distoglierla dall'incapacita' dello Stato (politica, PA, ...) di riformarsi da dentro.

E' una mia interpretazione, poco difendibile forse.

Rimane il fatto che questo Stato e' inefficiente, sprecone, e in mano ad una casta che pensa solo a difendere i propri privilegi. E in un periodo di vacche magre, come quello attuale, non arrivano segnali (se non ridicoli) di responsabilta' civile e di senso di equita' sociale, da parte della casta politica. Vedasi la vicenda del 'tesoretto'.

Si potrebbe poi passare a discutere dove si annida il grosso dell'evasione fiscale, di aziende che da sole evadono il fisco migliaia o decine di migliaia di volte quello di una media famiglia italiana, e se la trasparenza tanto auspicata va a rendere piu' facilmente perseguibili proprio questi casi.

Critico in sostanza l'allontanarsi dal nocciolo del problema, col sospetto che cio' avvenga maliziosamente.

Le tasse non sono nemmeno il tema. Il tema e' uno Stato che funzioni come centro di servizi ai cittadini.

Gigi Cogo ha detto...

Ovviamente a disposizione :-)
Se ti interessa, tempo fa ne ho amichevolmente parlato con Stella durante una conferenza.
L'inefficenza della PA sta nella non trasparenza dei bilanci.
Se uno riuscisse a leggerli capirebbe che NULLA è fatto per caso. La PA non serve i cittadini, ma serve agli imprenditori che attraverso la stessa si spartiscono gli appalti.

Ciao