lunedì 26 ottobre 2009

VeneziaCamp, il giorno dopo

Carissimi,
si e' chiusa (per me alle 21 di ieri sera) la 3 giorni veneziana, e ora un fiume in piena di ricordi, spunti, rielaborazioni sta montando nella mia testa. Oggi e' gia' un'altra giornata piena per motivi di lavoro, e cosi' sara' domani e dopodomani.. quindi provo solo un breve riepilogo.

Il VeneziaCamp
Come ho avuto modo di dire gia' a moltissimi, il bello di questa manifestazione e' che innanzitutto c'e', soprattutto se l'alternativa e' che non si fa nulla; e poi, comunque funziona benissimo, nel suo caos creativo, per fertilizzare reti territoriali digitali e soprattutto di persone. L'altra faccia della medaglia, e' che la prossima puntata dovra' essere organizzata a partire da lunedi questo (toh, al massimo il prossimo), e se cosi' sara', il prossimo VE-camp sara' straordinario.

Gli interventi sono stati tanti e interessanti (mi dicono): quelli che ho potuto seguire io (vedi il twitlog) sono risultati ancora piu' interessanti proprio per il contesto che favoriva ibridazioni. Infatti, in una visione ecosistemica, quale quella emergente, nulla puo' piu' essere estrapolato dal contesto, e ogni cosa si rigenera sempre diversa in un diverso contesto.

La partecipazione complessiva e' stata forse un po' inferiore alle mie aspettative (anche se la questura, l'organizzazione, i massmedia il satellite... hanno dato comunque cifre interessanti). Leggerei tutto questo cosi': la rete non puo' piu' permettersi di essere ancora a lungo quasi solo autoreferenziale.


Il nostro evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale"
Difficile forse essere obiettivo per il conflitto di interessi, ma lascio parlare un dato che sembra proprio rappresentativo: i partecipanti sono rimasti "fedeli" dall'inizio alla fine. Per chi non c'era, questo significa che hanno resistito in una prima parte in cui fastidiosissimi problemi di audio hanno quasi compromesso la possibilita' di ascoltare le presentazioni, e soprattutto ha impedito la creazione di un clima comfortevole; e hanno quindi vissuto l'esodo in un'altra sala, in cui poteva essere che meta' se ne perdessero per strada; fino ad essere ancora quasi tutti presenti quando il personale dell'organizzazione ci ha invitati a chiudere, alle 17:30.

Nella nuova sala il workshop e' proseguito molto piu' agevolmente, dimostrando che i contenuti erano interessanti, e che anche la modalita' di presentazione - una vera sfida per chi le ha preparate - e' risultata efficace. Il dibattito e' stato brevissimo, a causa del molto tempo che si e' perso per vari motivi tecnici, ma intenso e, soprattutto, "sincero": gli interventi che ci sono stati venivano evidentemente "da dentro", piu' che "dal basso", come si direbbe in questi casi.

Last but not least, nell'intervento di David Weinberger, domenica, alcuni suoi passaggi ("si diceva che internet e' come la citta', oggi si dice che la citta' e' come internet") sono stati in grande sintonia coi temi che abbiamo proposto sulla "civicita'", e questo ci rassicura che siamo sulla strada giusta. Lo stesso Luca De Biase ha espresso chiaramente lo spirito che ispira anche noi: "siamo in una fase in cui dobbiamo reimpossessarci della prospettiva" (De Biase); "internet e' uno strumento che non e' fatto per uno scopo solo, e che andra' bene per tutti gli scopi futuri che vorremo inventare" (Weinberger); a cui mi aggiungo immodestamente con "lo strumento internet serve per disegnare nuovi mondi, e quindi nuovi scopi e nuovi strumenti e modalita' di utilizzo".

Dunque un grazie grande come un arsenale, a tutti quelli che hanno contribuito a questo evento, sia nella prima fase organizzativa (compresa la tappa vicentina), sia partecipando e apprezzandolo nei commenti finali. Nei confronti di voi tutti, adesso, e' un dovere continuare a sviluppare questa voglia di essere rete e fare rete!

5 commenti :

Roberto Scano ha detto...

Grazie a Voi e preparatevi per l'edizione 2010! :)

GinoTocchetti ha detto...

Grazie a te, Roberto, so che non e' stata una passeggiata! quindi grazie per averlo reso possibile!!!

Stefano ha detto...

La formula "nomade" di Civicità è stata molto coerente con lo spirito dell'evento.

E nella transumananza dalla sala Bricola all'Eldorado della Sala Granda abbiamo potuto incontrare molti amici e scoprirne di nuovi.

Come sempre le "migrazioni" sono fonti di difficoltà e di grandi opportunità... :)

GinoTocchetti ha detto...

@stefano(qualunquestefanotusia)
meno male che la Sala Granda non aveva pesanti norme restrittive sull'immigrazione...

GinoTocchetti ha detto...

@roberto
ma dell'evento "Civicita'..." sei riuscito a sentire qualcosa ???
(con riferimento a http://ff.im/aG6u6)