venerdì 14 marzo 2008

La scuola in liquefazione

Da molto tempo pensavo che causa ed effetto emblematico del divide che si sta formando tra le persone e le forme di aggregazione delle stesse (societa' civile, sfera pubblica e politica, mondo economico, ...) e' proprio a livello di educazione/formazione, quindi della Scuola.

Ieri questo articolo di Daniele Pauletto (Web/Teach), dal titolo "Scuola Liquida" mi ha dato l'occasione per un commento. Daniele dice:
Anche la socialità subisce il passaggio a forme di aggregazione per sciami e non per gruppi, disgregando la normale quotidianità scolastica fatta di orari, sequenzialità, rigidità.
Il disagio che si crea e che si vive sfocia nei ripetuti fenomeni di bullismo, che altro non sono che segnali appunto di una SCUOLA LIQUIDA, inadatta alle nuove generazioni ( digital native).

Il desiderio si trasforma in esigenza compulsiva, il sé lascia il posto alle personalità e identità multiple, l' incalzare del web con i suoi narcisismi digitali irrompe creando il culto dell’immagine, è la tirannia dell’istante e il bisogno di comunicare comunque e ovunque ( connect always).

La vita è in continuo movimento, continui sono i bisogni insoddisfatti, continua la ricerca del piacere, insaziabile la ricerca ossessiva compulsiva di gratificazione.
giovani studenti non trovano risposte nelle anguste aule scolastiche, dispersi in una didattica spenta fatta da docenti, ormai immigrati digitali.
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Come Gianni ha fatto notare nei commenti, piu' che liquida la scuola sembra rocciosa nella sua incapacita' di risposta. Ma forse Daniele intravedeva un percorso, forse doloroso, pericoloso, ma necessario, nella liquefazione della scuola. Ad ogni modo cosi' ho commentato:


Riconosco lo sgomento di fronte alla tumultuosita' della modernita' che avanza, e ricordo come qualche anno (decennio) fa la stessa cosa mi suscitava un diverso sentimento, di adesione proprio perche' prometteva rivoluzione, quindi ora sono un po' freddo nel ritenere che tutto questo debba essere "corretto", "ostacolato", "avversato". Penso che comunque non sarebbe nei poteri di nessuno di noi, anche se si facesse vermente sistema (i sistemi che hanno potuto decidere le linee di evoluzione di popoli appartengono ad una precisa categoria, e in buona parte appartengono al passato fortunatamente)


Certamente ogni singolo, e anche qualche gruppo di persone che condividono una sintonia di pensiero, puo' contribuire. Deve. Perche' la modernita' che avanza e' ancora anche un po' nostra. Nessuno si senta escluso.


Cio' che e' particolarmente critico sono i tempi rapidissimi di questi cambiamenti, cosa che impoverisce se non impedisce relazioni efficaci intergenerazionali, che manda in frantumi ogni modello organizzativo, che toglie sostanza a modelli comportamentali che hanno valore solo nella dimensione del presente


Ma se la velocita' di questa evoluzione non sembra piu' appartenerci (e meno lo sara' nel prossimo futuro), la risposta non puo' venire dalla riproposizione di linguaggi, modelli comportamentali, esercizi di analisi "lenti". Se la cultura digitale impone il valore della velocita', del tutto subito-domani non conta, dell'io come membro di un network/branco, l'alternativa che si potrebbe proporre puo' essere ispirata al sistema (a me piace questo), al nuovo umanesimo, o a qualunque altra cosa, ma deve essere sempre compatibile con i tempi disponibili, con le necessita' di oggi, con il linguaggio corrente.


In sostanza non e' il "senso" che mi preoccupa, ma il "come". Temo che a togliere il senso dai modelli che abbiamo conosciuto ieri, non sia stato tanto un mutamento culturale, ma di "mezzi". I nuovi mezzi si sono imposti (questo e' un punto) e hanno reso possibile esplorazioni prima impossibile (questo e' addirittura un vantaggio), ma hanno reso impossibile i modelli comportamentali di prima.


Se posso quindi lanciare uno spunto, proverei a ragionare non in termini di propaganda per un' "altra" cultura, ma di suggerimenti per utilizzare i mezzi attuali nell'ambito di una cultura non del tutto perduta. [Edit 16/3/07 12:30] Una sorta di vademecum, un manuale d'uso della modernita', per insegnare come tra i tanti modi possibili che sono disponibili per "giocare" con quello che la modernita' ci mette a disposizione, ce ne sono alcuni che hanno valore culturale, utili alla crescita e alla soddisfazione personale e sociale.


Questo chiederei alla Scuola: col nuovo abecedario i giovani potrebbero innanzitutto imparare un modo diverso, e piu' utile, di utilizzare gli strumenti per comunicare e socializzare, rendendo possibile l'espressione di sentimenti e pensieri giovani e fertili, singolari e plurali, con quegli stessi mezzi che oggi sono usati solo per giocare e perder tempo.


C'e' una differenza rispetto a ieri, che rende questo molto difficile: ieri la Scuola utilizzava Programmi e Metodi collaudati e ben tarati allo scopo. Oggi i docenti devono "inventare" tutto questo, ma purtroppo sono spesso tra gli ultimi ad essere aggiornati. [Edit 16/3/07 12:30] Inoltre dovrebbero inventarlo rapidamente, perche' il tempo corre anche per loro, evidentemente, e la rapidita' renderebbe il compito difficile anche se i docenti fossero adeguatamente aggiornati sulle tecnologie del momento.


E allora spostandoci sul piano della formazione dei formatori, perche' non si mette innanzitutto i docenti nella condizione di conoscere, ed essere capaci di un continuo aggiornamento, sui mezzi che la modernita' mette a disposizione ? Non solo perche' possano poi semplicemente descriverli agli studenti. Ma proprio perche' solo con un buon utilizzo di quegli strumenti essi potranno adempiere al compito assegnato, nei tempi rapidi richiesti, non altrimenti.


Non e' possibile in questa societa' moderna, contribuire qualcosa di valore e in modo continuato, rimanendo ignari, se non ostili, ai mezzi che la stessa modernita' mette a disposizione per comunicare, disegnare modelli, sviluppare network, promuovere cultura e conoscenza.

6 commenti :

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Caro Gino,

questo è un commento "segnaposto" .. della serie "commenta subito per pensarci dopo" .. ;-) oppure "commenta qui per cercare una qualche sintonia con altri commenti e parlarne al prossimo VenetBarCamp" ..

per essere in sintonia con il "ma anchismo" del momento politico .. che cerca un rinnovamento prima ancora di sapere come coinvolgere la gente .. questo è anche un "commento da nonno" ..

la funzione educatrice della scuola .. in una realtà che cambia così velocemente da apparire in liquefazione .. non ha potuto anticipare il cambiamento introdotto dall'evoluzione del computer .. da macchina per far calcoli a macchina per gestire relazioni ...

questo fatto ha contributo a creare situazioni in cui i singoli sono costretti ad aggiornarsi .. senza più poter aspettare che sia la scuola a fornire il famoso "know how"

tra i bisognosi di aggiornamento ci sono anche "nonni" .. come me .. con i nipotini a 15000 km di distanza ..

cosa dovrei fare .. aspettare che crescano vedendoli solo due mesi all'anno quando va bene? aspettare che sia la loro scuola a insegnargli come tenersi in contatto con i nonni e crescere con il contributo "anche" di quello che i nonni possono tramandargli ..??

Cosa dici Gino? è giusto che si diano da fare anche i nonni? è giusto che i nonni chiedano agli organizzatori du un BarCamp di dare una mano .. promuovendo la creazione di ambienti favorevoli a una collaborazione tra scuola e famiglie .. per mettere in piedi una funzione educatrice al passo con i tempi ??

Un saluto da nonno Luigi :-)

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

PS
.. mi ero dimenticato di spuntare l'invio per email dei prossimi commenti .. :-(

GinoTocchetti ha detto...

certo Luigi, ci vogliono anche gli e-nonni!

promuovendo la creazione di ambienti favorevoli a una collaborazione tra scuola e famiglie .. per mettere in piedi una funzione educatrice al passo con i tempi ??

anzi, e' paradossale che internet sia frequentato cosi' poco da genitori e nonni, e cosi' tanto da giovani e professionisti

credo che un bambino/nipotino parlerebbe piu' volentieri col proprio genitore/nonno via sms e chat, ti pare ?

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Mi sembra che siano ottime basi per frasare una proposta nella pagina Veneto Bar Camp .. dove ho già linkato anche questo post .. che parli di interazione sociale .. di come la si dovrebbe progettare .. di chi la dovrebbe promuovere.

Se definiamo un problema generale in termini di interazione sociale .. spianiamo la strada ai problemi specifici come .. marketing .. istruzione e/o formazione .. pubblica amministrazione .. politica.

i have a mega dream .. ;-))

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Rettifico il link nel commento precedente: Veneto Bar Camp

GinoTocchetti ha detto...

>>> i have a mega dream .. ;-))

Yes! We can