giovedì 19 marzo 2009

Rete chiama Territorio. Mi sentite? Qui Territorio. Abbiamo un problema.

Il web sta per compiere 20 anni, ed in effetti io "ci vivo" da sempre, con passione, in tutta la sua continua evoluzione (web1.0, web2.0 ... o come si vuole chiamare le fasi storiche ben riconoscibili che ha attravesato), giocando con molti tipi di strumenti e modelli di business e comportamentali. Ho anche alle spalle anni di esperienze "nel territorio", dal momento che la carriera professionale mi ha portato a costruire organizzazioni in aziende di grande e piccola dimensione, e a confrontarmi con vari tipi di mercati; anche in questo caso la passione mi ha portato a conoscere le varie criticita' e potenzialita', a 360 gradi.

Proprio in base a questa esperienza, mi sono spesso trovato a provare la strada di una sinergia tra rete e territorio, ma ho dovuto ammettere l'esistenza di una barriera tra i due mondi: portare l'approccio a rete, nel territorio, mi ha fatto sbattere la testa contro un muro parecchie volte.

Nel corso del tempo le cose sono cambiate e stanno cambiando. Da un lato le "organizzazioni aziendali", ma piu' in generale i sistemi economici sociali e politici piu' strutturati e radicati, continuano ad essere "resistenti" ad un approccio aperto, di riconoscimento reciproco (peer to peer), di generosita' talvolta anti-economica e di ricerca di uno sviluppo sostenibile win-win. Ma dall'altra parte, le "persone" hanno abbracciato con entusiasmo questa opportunita', si sono presi la Rete, e ne hanno fatto un luogo di innovazione e cambiamento radicale.

Ma nulla e' bianco o nero soltanto. Costruire risultati nel territorio e' ancora imprescindibile, tanto per un'azienda quanto per una persona. D'altra parte in internet si corre il rischio di una deriva troppo tecnologicamente determinata, fondata sulla segmentazione, sulla virtualizzazione e quindi sulla mascheratura, su una eccessiva liquidita'.

Ecco quindi, oggi piu' che mai, l'esigenza di esplorare uno spazio nuovo, internet + territorio, superando le fratture e le contrapposizioni, sperimentando nuovi strumenti e nuovi metodi, e le potenzialita' che aprono a noi tutti, sia in termini di manifestazione che di azione. L'esperienza in questo nuovo ecosistema e' la principale innovazione del XXI secolo.

Ci sono tantissimi spazi su internet dove parlare di internet, e dove parlare di come innovare nel territorio, da anni ormai. Ci sono anche tantissimi eventi nel territorio in cui si parla di come innovare il territorio, e di come sia bello ma lontano il web, anche in questo caso, da anni ormai. Sono stati utili ed efficaci ? La mia sensazione e' che internet e territorio hanno proseguito su due percorsi evolutivi che poco hanno risentito di tanto parlare.

Ecosistema 2.0, finora solo su facebook, e ora anche su ning, vuole essere il "lato virtuale" di uno spazio che non conosce salti tra web e territorio, e il cui "lato reale" e' presente, imprescindibile, nella forma di eventi ed azioni nel territorio. Si, azioni, perche' "Ecosistema 2.0" non e' uno spazio solo per parole: qui network si intende come net-work. "Ecosistema 2.0" e' un incubatore di iniziative, un luogo in cui le idee nascono, crescono e si fanno azione. In cui una crescente autoconsapevolezza, e lo scambio continuo di contributi ed esperienze, genera incessantemente piccoli e grandi progetti, la cui realizzazione diffonde cambiamento.

Nulla del Territorio, rimane escluso: le persone, la storia e la cultura, arti e mestieri, sentimenti e socialita', network di professionisti, aziende in rete, pubblica amministrazione, sanita' e servizi sociali, organizzazioni territoriali, il territorio come risorsa, l'ambiente e il turismo, ... Tutto chiede cambiamento, tutto merita che sia colta una grande opportunita'. A tutto la Rete puo' dare delle risposte. Ma la Rete dev'essere convincente, altrimenti le logiche del Territorio non solo rimarranno ben salde, ma finiranno per inquinare la Rete stessa.

Naturalmente in questo modo emerge una forte localizzazione, che d'altra parte non e' intesa solo nel senso di una ricaduta da una dimensione globale dominante, ma proprio come una fonte di valori ed esperienze da riscoprie e rivalutare, e da riposizionare nel nuovo spazio "glocale".

3 commenti :

Nicola Bandoni ha detto...

Già...glocalizzazione.

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

Gino:Proponi una soluzione 2.0 o un problema 3.0 ??

Nicola:ovvero?? .. persone 3.0 ??

GinoTocchetti ha detto...

Luigi, non vedo distanza tra "soluzione" e "persone". La soluzione E' nelle persone.

2.0, 3.0 ... se questo e' il gioco che ti piace, da un po' di tempo io provoco parlando di 8.0 , dove 8 dovrebbe essere scritto coricato, cioe' col significato di "infinito" ;-)))