Carissimi, si e' chiusa (per me alle 21 di ieri sera) la 3 giorni veneziana, e ora un fiume in piena di ricordi, spunti, rielaborazioni sta montando nella mia testa. Oggi e' gia' un'altra giornata piena per motivi di lavoro, e cosi' sara' domani e dopodomani.. quindi provo solo un breve riepilogo.
Il VeneziaCamp Come ho avuto modo di dire gia' a moltissimi, il bello di questa manifestazione e' che innanzitutto c'e', soprattutto se l'alternativa e' che non si fa nulla; e poi, comunque funziona benissimo, nel suo caos creativo, per fertilizzare reti territoriali digitali e soprattutto di persone. L'altra faccia della medaglia, e' che la prossima puntata dovra' essere organizzata a partire da lunedi questo (toh, al massimo il prossimo), e se cosi' sara', il prossimo VE-camp sara' straordinario.
Gli interventi sono stati tanti e interessanti (mi dicono): quelli che ho potuto seguire io (vedi il twitlog) sono risultati ancora piu' interessanti proprio per il contesto che favoriva ibridazioni. Infatti, in una visione ecosistemica, quale quella emergente, nulla puo' piu' essere estrapolato dal contesto, e ogni cosa si rigenera sempre diversa in un diverso contesto.
La partecipazione complessiva e' stata forse un po' inferiore alle mie aspettative (anche se la questura, l'organizzazione, i massmedia il satellite... hanno dato comunque cifre interessanti). Leggerei tutto questo cosi': la rete non puo' piu' permettersi di essere ancora a lungo quasi solo autoreferenziale.
Il nostro evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale" Difficile forse essere obiettivo per il conflitto di interessi, ma lascio parlare un dato che sembra proprio rappresentativo: i partecipanti sono rimasti "fedeli" dall'inizio alla fine. Per chi non c'era, questo significa che hanno resistito in una prima parte in cui fastidiosissimi problemi di audio hanno quasi compromesso la possibilita' di ascoltare le presentazioni, e soprattutto ha impedito la creazione di un clima comfortevole; e hanno quindi vissuto l'esodo in un'altra sala, in cui poteva essere che meta' se ne perdessero per strada; fino ad essere ancora quasi tutti presenti quando il personale dell'organizzazione ci ha invitati a chiudere, alle 17:30.
Nella nuova sala il workshop e' proseguito molto piu' agevolmente, dimostrando che i contenuti erano interessanti, e che anche la modalita' di presentazione - una vera sfida per chi le ha preparate - e' risultata efficace. Il dibattito e' stato brevissimo, a causa del molto tempo che si e' perso per vari motivi tecnici, ma intenso e, soprattutto, "sincero": gli interventi che ci sono stati venivano evidentemente "da dentro", piu' che "dal basso", come si direbbe in questi casi.
Last but not least, nell'intervento di David Weinberger, domenica, alcuni suoi passaggi ("si diceva che internet e' come la citta', oggi si dice che la citta' e' come internet") sono stati in grande sintonia coi temi che abbiamo proposto sulla "civicita'", e questo ci rassicura che siamo sulla strada giusta. Lo stesso Luca De Biase ha espresso chiaramente lo spirito che ispira anche noi: "siamo in una fase in cui dobbiamo reimpossessarci della prospettiva" (De Biase); "internet e' uno strumento che non e' fatto per uno scopo solo, e che andra' bene per tutti gli scopi futuri che vorremo inventare" (Weinberger); a cui mi aggiungo immodestamente con "lo strumento internet serve per disegnare nuovi mondi, e quindi nuovi scopi e nuovi strumenti e modalita' di utilizzo".
Dunque un grazie grande come un arsenale, a tutti quelli che hanno contribuito a questo evento, sia nella prima fase organizzativa (compresa la tappa vicentina), sia partecipando e apprezzandolo nei commenti finali. Nei confronti di voi tutti, adesso, e' un dovere continuare a sviluppare questa voglia di essere rete e fare rete!
Ecosistema 2.0 si focalizza sulla considerazione che l’ecosistema territoriale e quello digitale andranno sempre piu’ sovrapponendosi, per il semplice motivo che ad abitarlo sono le stesse persone. Quale potenziale si libera man mano che cade il muro che ancora si percepisce? Quale valore porta un’applicazione piu’ diffusa dei modelli a rete? Quale spinta di innovazione pervadera’ il nuovo habitat, sia nella dimensione sociale, civica, economica, politica? Sono queste le stesse domande, insieme alla sfida di concretizzare risposte, che il progetto Cittadinanza Digitale pone all’attenzione di Venezia.
Inspirazione 0) Gino Tocchetti: Introduzione all'incontro e sul tema "cos'e' la rete?"; 1) Sergio Los: Voglia di civicita'; 2) Sophia Los: Riti per reti; 3) Stefano Rossi: Governare reti, governare con le reti; 4) Maurizio Salamone: Modelli collaborativi: dal mondo naturale alla chiave simbolica;
Espirazione 5) Federica Festi: Land through the social web; 6) Mattia Ballan: Rubano citizens - cittadini 2.0; 7) Barbara Zen: Coworking project: il lavoro nomade; 8) Samuel Gentile: Startgreen: come la rete aiuta a creare nuova impresa; 9) Dario Bonaldo: Energie rinnovabili e valore sociale: un modello abilitato della rete; 10) Matteo Brunati: Internet delle cose veneziane; 11) Stefano Schiavo: Lean 2.0: un approccio integrato per l'innovazione organizzativa;
L'iscrizione all'evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale", al VeneziaCamp2009 e' obbligatoria, e va fatta entro domenica 18 Ottobre, cliccando qui.
Ecosistema 2.0 si focalizza sulla considerazione che l'ecosistema territoriale e quello digitale andranno sempre piu' sovrapponendosi, per il semplice motivo che ad abitarlo sono le stesse persone. Quale potenziale si libera man mano che cade il muro che ancora si percepisce? Quale valore porta un'applicazione piu' diffusa dei modelli a rete? Quale spinta di innovazione pervadera' il nuovo habitat, sia nella dimensione sociale, civica, economica, politica? Sono queste le stesse domande, insieme alla sfida di concretizzare risposte, che il progetto Cittadinanza Digitale pone all'attenzione di Venezia.
Il contributo di Ecosistema 2.0 al VeneziaCamp non sara' quindi solo di partecipazione e promozione nell'ambito del proprio network, ma ambisce a portare stimoli e a chiarire concetti utili per tutti coloro a cui il progetto Cittadinanza Digitale offre grandi opportunita', a condizione di comprenderne e saperne sviluppare potenziale.
Da questa'estate si e' proceduto con una fitta rete di interazioni con gli amici e i professionisti, e con i rappresentanti dei network, insomma tutti coloro che hanno dimostrato una consonanza di interpretazione dei modelli a rete, e una similitudine di approccio. Sono stati quindi identificati via via una rosa di interventi, dal carattere piu' fondamentale e di ispirazione, a quelli piu' concreti che riportano testimonianze della forza dei modelli a rete applicati nel territorio aumentato dal supporto di internet.
E' stato quindi presentato un progetto bozza, dal titolo "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale", al comitato organizzatore che ha innanzitutto apprezzato il valore e ha suggerito l'utilizzo di una delle sale dell'Arsenale, nella giornata di sabato 24 dalle 14:30 alle 18:30. I temi che sono emersi da questa prima fase, e alcune modalita' di presentazione, sono stati anticipati nell'incontro di Vicenza, "Venezia chiama, il territorio risponde", in vista del VeneziaCamp, il 7 ottobre.
La modalita' di presentazione che sara' adottata a Venezia, e' ispirata alla metodologia "ignite", pero' ammorbidita e resa piu' congrua con le prassi ricorrenti in Italia. Questa decisione e' stata presa proprio dopo aver consultato il preziosissimo sito di Ignite Italia. In questo momento si prevede di dare 12 minuti a testa e 20 secondi a slide come riferimento. Inoltre, dopo il giro di presentazioni e' prevista una seconda fase in cui si discutono le stesse, si fanno domande, ed eventualmente - se le domande lo rendono opportune - si possono esporre altri 3 minuti. Questi parametri sono stati "testati" a Vicenza, dove pero' il contesto era differente proprio perche' l'obiettivo della serata non era quello di riprodurre l'intero intervento di Venezia. Ragionando sul risultato di Vicenza, si potranno avere ulteriori aggiustamenti dell'intervento a Venezia.
L'incontro di Vicenza, a cui hanno partecipato 25 persone (20 era l'obiettivo) e' stato diviso in 3 parti: 18:30-19:30 : happy hour e rottura di ogni barriera tra i partecipanti provenienti da gruppi diversi, o nuovi nel contesto 19:30-21:30 : giro di presentazioni, con 4 minuti (12 slide) a testa 21:30 : cena
I temi trattati sono stati:
Inspirazione. 0) Gino Tocchetti: Introduzione all'incontro e su "cos'e' la rete?" 1) Sergio Los: Voglia di civicita' (assente giustificato); 2) Sophia Los: Riti per reti; 3) Stefano Rossi: Governare reti, governare con le reti; 4) Maurizio Salamone: Modelli collaborativi: dal mondo naturale alla chiave simbolica;
Espirazione. 5) Federica Festi: Land through the social web 6) Mattia Ballan: Rubano citizens - cittadini 2.0 7) Barbara Zen: Coworking project: il lavoro nomade 8) Samuel Gentile: Startgreen: come la rete aiuta a creare nuova impresa; 9) Dario Bonaldo: Energie rinnovabili e valore sociale: un modello abilitato della rete; 10) Matteo Brunati: Internet delle cose veneziane 11) Stefano Schiavo: Lean 2.0: un approccio integrato per l'innovazione organizzativa
Federica Lago ha introdotto il progetto Nodo Expo 2009.
Diciamo subito che il programma e' stato rispettato puntualmente fino alle 21:30, e che sia l'aperitivo che le presentazioni hanno funzionato come ci si aspettava, generando un grande coinvolgomento generale, un'atmosfera cordiale e informale prima e poi piu' concentrata (anche se mai supponente) durante le presentazioni.
Sul finire della seconda fase, il giro di domande era cosi' consistente e da parte di tutti, che e' stato necessario sforare fino alle 22:00, mettendo a dura prova sia la concentrazione dei presenti - si trattava pur sempre di una serata infrasettimanale e per molti questo periodo e' gia' intensissimo per motivi professionali - e anche la pazienza del cuoco!
Ad un certo punto, rientrando nella sala, poco prima della cena, quindi dopo 3 ore dall'inizio, sono rimasto affascinato dall'entusiasmo con cui tutti ancora si confrontavano e si divertivano insieme.
Possiamo dire che l'intento iniziale e' stato realizzato: una serata molto bella, ludica e divertente, ma anche ricca di stimoli e di confronti sinceri e di approfondimento. Un'altra piccola festa del networking in veneto (e nemmeno tanto piccola conoscendo un po' tutte quelle dell'ultimo anno). E non bisogna dimenticare che era una riunione di preparazione al VeneziaCamp, quindi col preciso compito di "sperimentare", e di conseguenza prevedendo di sbagliare per poi imparare come correggere.
Una serata che esprime perfettamente lo spirito di Ecosistema 2.0, dal momento che il potenziale dei modelli a rete e' stato l'elemento caratterizzante sia per i contenuti che per l'organizzazione stessa della serata, ma anche e soprattutto le persone, e il capitale sociale delle loro relazioni, e' stato il presupposto e insieme il risultato fondamentale.
Ecosistema 2.0 si focalizza sulla considerazione che l'ecosistema territoriale e quello digitale andranno sempre piu' sovrapponendosi, per il semplice motivo che ad abitarlo sono le stesse persone.
Quale potenziale si libera man mano che cade il muro che ancora si percepisce? Quale valore porta un'applicazione piu' diffusa dei modelli a rete? Quale spinta di innovazione pervadera' il nuovo habitat, sia nella dimensione sociale, civica, economica, politica? Sono queste le stesse domande, insieme alla sfida di concretizzare risposte, che il progetto Cittadinanza Digitale pone all'attenzione di Venezia.
I temi che verranno proposti al VeneziaCamp, sabato 24 Ottobre, all'Arsenale, nell'evento "Civicita': una citta' intermedia tra locale e globale", sono quindi (titoli da definire, interventi da confermare): - sulla questione urbanistica, la citta' tra il locale e il globale, il suo impatto sul senso di civicita'; - sulla questione della governance di rete vs governance di territorio; - sui modelli culturali di etnie dal mondo contemporaneo e dalla storia, che valorizzano la rete sociale; - sulla questione individuo vs gruppo, in chiave netafisica e nelle metafore zen; - esempi di servizi territoriali a carattere sociale realizzati con tecnologie web/web2.0 ad opera di un ente parastatale a vicenza; - un approfondimento di come l'utilizzo di internet sta cambiando e valorizzando un settore impiantistico, quale quello dell'energia da fonti rinnovabili; - esempi di social network territoriali, non veneziani: nordestcreativo, rubanocitizens e nodo; - un esempio di Enterprise 2.0 sul fronte del mercato e uno sul fronte dell'organizzazione interna; - un esempio di utilizzo della rete e di location sul territorio in aiuto ai professionisti nomadi; - come l' "internet delle cose" portera' valore in una citta' come venezia; - un intervento di marketing territoriale in valpolicella.
Dicevo qui che il Progetto Cittadinanza Digitale, fortemente voluto dal vicesindaco di Venezia, Vianello, inaugurato col BateoCamp il 3 luglio, e' ora prossimo ad un altro grande evento, il VeneziaCamp2009, il 23, 24 e 25 ottobre 2009, all'Isola del Lazzaretto Vecchio.
Anche questo secondo evento si preannuncia come una grande festa popolare, questa volta pero', sia per la durata sia per la natura stessa del progetto, e' previsto che si entri nel merito del tema, la Cittadinanza Digitale. E' disponibile un wiki per il minimo coordinamento dell'iniziativa - scelta non casuale - predisposto da Gigi Cogo, formidabile animatore di questi eventi (ricordo il TwitterCamp dell'aprile 2008), ma soprattutto fertilissimo referente della Regione Veneto nell'innovazione basata su internet e il web2.0.
Sul wiki si sta gia' delineando una bozza del programma della tre-giorni, che comprende iniziative libere, e "dal basso", e che si preannunciano interessantissime, quali:
- la presentazione del Manifesto Amministrare 2.0. Si tratta di un'iniziativa a livello nazionale che e' stata promossaproprio a Venezia, gia' nel 2008, con l'obiettivo di portare il potenziale del web2.0 nell'ambito della PA, e che ha dato vita questa'anno al Tavolo Permanente. Si tratta dunque degli stessi principi ispiratori che hanno dato vita al progetto Cittadinanza Digitale, e che con quello costituiscono le due facce della stessa medaglia
- il seminario su "La sottrazione dell'autore", promosso dalla Scuola di Dottorato in Scienze della Formazione, della Cognizione e del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che approfondira' le nuove narrazioni in rete, dalla faceless revolution di Wu Ming, all’oltre-Facebook di Aldo Nove, dalle sperimentazioni di Giuseppe Genna all’ OUT-Facebook di Ibridamenti e alla community di Scrittura Industria Collettiva.
- incontri tra sviluppatori di applicazioni per facebook e iphone
- la consegna del Premio SocialApp Italia 2009, promosso da TOP-IX e Mikamai, con il supporto del Social Application Program di Sun Microsystems, e dedicato a team, singoli sviluppatori, agenzie, che abbiano sviluppato o che abbiano intenzione di sviluppare applicazioni per Facebook, Opensocial e Bebo. La novità per questa edizione del premio e che possono partecipare al contest sia le applicazioni italiane che quelle estere.
- una discussione sulla necessita' e i contenuti di una Carta Etica Digitale, che esprima principi e modalità per un uso consapevole della Rete, coordinata da Massimo Melica, fondatore di Innovatori, un'associazione indipendente e senza scopo di lucro che intende occuparsi dell’innovazione dei sistemi di comunicazione, della gestione e dell’amministrazione e della produzione di beni e servizi.
- un intervento su "La cultura della politica incontra la cultura dell'innovazione", promosso dalla Fondazione Gianni Pellicani, che si propone di favorire la crescita culturale, sociale e politica della collettività, nonché di stimolare l’evoluzione delle tecniche di gestione della cosa pubblica, con particolare attenzione all’amministrazione della città di Mestre Venezia, e dall'Istituto per le Politiche dell'Innovazione, un progetto collaborativo nato sul web tra professionisti informatici economisti, che si propone di studiare le tematiche dell’innovazione da ogni possibile angolo di visuale, fornire occasioni di confronto, dialogo e collaborazione tra aziende, istituzioni e società civile e, quindi, formulare al Governo ed al Parlamento proposte, idee e suggerimenti per la gestione di una politica dell’innovazione. Uno strumento di lavoro dell'Istituto e' il wiki, aperto ai contributi di tutti, sul quale sono ospitati periodicamente documenti contenenti idee di macropolitica dell'innovazione e disegni di legge finalizzati alla soluzione di specifici problemi del sistema innovazione.
In particolare, nella seconda giornata sono previsti "interventi dal basso" (Barcamp) sui temi suggeriti: cultura digitale, cittadinanza digitale, nuovi paradigmi della comunicazione, social media al servizio dei cittadini, ecc.
Un grande progetto, destinato a fare scuola, e anche una grande responsabilita', per tutti: come "cittadini digitali" siamo tutti chiamati a trasformarlo in successo.
Sara' il caldo di questo inizio agosto, ma cisonoalcunitemipraticamenteineludibili (a cui mi porta un po' la passione, un po' il lavoro, e un po' il contesto nudo e crudo in cui viviamo) che sembrano sempre piu' chiari, e al tempo stesso sempre piu' lontani da una soddisfacente comprensione.
Questo si spiega, secondo me, perche' all'aumentare della comprensione, non corrisponde una effettiva capacita' di controllo, intendendo cosi' almeno una minima possibilita' di predirne l'evoluzione, e trarre quindi il nostro vantaggio. Sembra di essere di fronte ad una crisi di crescita "cognitiva" generale, in cui per il momento ci e' chiaro semplicemente che cio' che sappiamo e' insufficiente.
Mi limito quindi a registrare il futuro come appare, col cervello annebbiato dalla calura e lo sguardo tradito dall'aria torrida, semplicemente, con l'approssimazione causata dalla fatamorgana.
L'ecosistema e' il nuovo medium. L'ecosistema e' il messaggio
Abbiamo per le mani uno strumento potentissimo, il web2.0, ma e' come se avessimo inventato una (nuova) ruota e stessimo pensando di usarla (anche stavolta) come sgabello. Il mondo cambiera' radicalmente quando metteremo questa (nuova) ruota in piedi, eviteremo di sedere sul suo bordo, e la lasceremo correre come e' piu' logico. E forse sara' allora che usciremo da questa crisi globale.
Navigando in internet e partecipando a diversi flussi di conversazioni, ma anche confrontandomi dal vivo con amici appassionati e perfino professionalmente impegnati in attivita' fortemente influenzate da internet (me compreso, ovviamente), vedo emergere principalmente un approccio alla Rete dettato dal marketing. Mi riferiro' innazitutto a questo approccio, anche se ovviamente non e' l'unico e io credo nemmeno il piu' rilevante, solo come inizio: trovo che da questo punto di vista, si vede meglio lo scarto cognitivo sul web 2.0, che ancora abbiamo davanti.
Il marketing, inteso in modo tradizionale, ha sempre considerato la comunicazione uno strumento ben preciso da usare per il proprio obiettivo: far conoscere il proprio prodotto al mercato, nel modo piu' opportuno, e raccogliere le richieste dal mercato, per adattare il proprio prodotto, allo scopo ultimo di favorirne la vendita. Eppure oggi questo strumento non sembra piu' funzionare, e non sembra solo questione di "canale" o di "strumento". Il medium e' ancora il messaggio (Marshal McLuhan, 1964) ? eppure il messaggio non passa piu'. I media siamo noi (Dan Gillmor, 2004); il contenuto coincide col contenitore; il messaggio non e' piu' altro dal messaggero.
Le domande che sento ricorrere piu' spesso sono: "quanti visitatori (che poi sarebbero potenziali clienti) ?", "come catturare l'attenzione ?", "come far passare il messaggio (promozionale) ?", "come si deve porre l'azienda (che e' li per vendere) ?". Anche chi non fa riferimento direttamente ad un potenziale rapporto azienda-cliente, e si muove su un livello tutto personale e "sociale", spesso si pone domande tipo "come aumentare la mia visibilita' ?", "come acquisire piu' follower ?", "come posso affermare la mia reputazione ?". L'esperienza comune ci insegna quanto siano effimere queste ambizioni: in realta' ci insegna che sono proprio inopportune.
Non sto dicendo che e' sbagliato contabilizzare le comunicazioni in internet, rincorrere le diverse nicchie sfruttando la molteplicita' di nuovi canali alternativi e complementari, usarli come "un fascio" di tubi, in cui spingere un messaggio sostanzialmente identico, con le dovute correzioni formali. Non abbiamo gia' superato del tutto il modello tradizionale, e per molti prodotti e per molti destinatari, questa modalita' ancora funziona. Pero' il messaggio cosi' inserito a forza nei tubi, si incastra sempre piu' spesso, e non arriva al destinatario come si vorrebbe. Se vengono versati litri di acqua, dall'altra parte arrivano gocce, e non e' una giustificazione il fatto che acqua e tubo costano poco.
Eppure quello che sembra, nonostante le dichiarazioni di entusiasmo di molti, e' che la maggioranza si ferma proprio qui: accetta l'inefficenza, spreca energie, ma, in mancanza di idee migliori, insiste in questo modo. Molti "markettari", a parte quello che dichiarano, a volte con buone intenzioni e a volte con spirito da imbonitore, guardano al web2.0 nello stesso modo in cui hanno sempre guardato ai precedenti mezzi di comunicazione: uno che parla, pochi o molti che ascoltano, relativo controllo sui tempi e sui contenuti della comunicazione, un grosso problema di attenzione. Il contesto in cui sono inseriti li spinge a non abbandonarsi completamente alla rivoluzione in atto: il ROI deve essere ancora calcolato per giustificare gli investimenti, e niente lo puo' sostituire. E non tutta l'audience si e' spostata, perlomeno non consapevolmente, sui nuovi modelli a rete, partecipati dal basso, alla pari.
Ma tutto questo sta diventando rapidamente storia passata. Non solo perche' il controllo e' andato perduto, o perche' la relazione non e' piu' nel rapporto che si aveva prima. E' cambiato proprio il concetto di conversazione, almeno e' cambiato il suo ruolo. Non e' piu' cosi' determinato: sono indefiniti gli attori, i tempi, i contenuti, il messaggio trasferito, gli effetti, e quindi certamente il controllo. Non e' piu' (solo) una conversazione tra singoli, quello che conta e' l'espressione di un ecosistema. Un ecosistema che non fa salti tra internet e territorio. (James Surowiecki, 2005, Don Tapscott, 2006, Charles Leadbeater, 2008, Charlene Li, 2008, Clay Shirky, 2009).
Se i mercatisono conversazioni, 10 anni dopo un passo avanti e' necessario, nessuno si sorprenda. Non sono piu' le conversazioni uno-a-molti, ne' le conversazioni uno-a-pochi o uno-a-uno, quelle che contano. Oggi conta una-conversazione-che-corre-attraverso-tutto-il-mercato. Conta che ci sia uno strumento che dimostra di servire a tanti, e che quindi viene effettivamente usato da una comunita' ampia e vivace. L'ecosistema e' il nuovo medium. L'ecosistema e' il messaggio.
Perche' la ruota possa girare, sappiamo che la dobbiamo mettere in piedi, e che non ci possiamo sedere direttamente sopra. Dobbiamo adesso individuare e assimilare analoghi accorgimenti nell'utilizzo dei modelli a rete. Dobbiamo mettere in piedi l'ecosistema, e lasciare che si sviluppi. Per chi si occupa di marketing, capire questo e' gia' un grosso risultato; per chi confida nel potenziale dirompente dei modelli a rete, questo e' solo l'inizio.
Un ottimo esempio e' quello del progetto "Cittadinanza Digitale" del Comune di Venezia, che dopo il BateoCamp a luglio, si sta preparando al secondo grande evento di ottobre, il VeneziaCamp2009. Ne' Vianello, il vicesindaco veneziano che ha fortemente voluto il progetto e lo ha sostenuto da quando e' stato avviato appena due anni fa, ne' il Comune di Venezia, hanno bombardato i canali internet con messaggi rintronanti sulle loro intenzioni e sui vantaggi per Venezia, in tutto questo tempo. Il loro intervento e' stato "abilitare" l'ecosistema, offrire un servizio di tipo infrastrutturale, che lasciasse i fruitori liberi di interpretarlo secondo i propri bisogni e desideri. Da un punto di vista del marketing, il risultato e' stato clamoroso, se oggi non solo tutta l'italia, ma anche all'estero si parla di questo progetto. Non essendo solo il marketing territoriale l'obiettivo di questo progetto, inizia adesso il vero percorso piu' interessante e sfidante, ma non c'e' dubbio che la citta' e' stata rilanciata come protagonista nel terzo millennio.
S'e' fatta sera, la temperatura e' cambiata e la fatamorgana ha cambiato forma e sta svanendo. Ci sentiremo presto con la prossima, ma non credo si parlera' ancora di marketing. Guardare al web2.0 solo come ad uno strumento di comunicazione, e' come guardare la ruota e pensare che il bello sia solo nel farla rotolare.
We the Media. We the content generator and the content itself. We the social thing.
So what? the knowledge ecosystem.
Noi il canale. Noi il generatore di contenuti e i contenuti stessi. Noi al centro del fenomeno 'social'.
E allora? Un ecosistema di conoscenza.
Questo e' un blog di approfondimento, che riprende dall'agosto 2007 un flusso prima noto come "metakappa, the knowledge ecosystem blog" (dal 2002).
Nell'header, "Venere e Cupido con organista", di Tiziano Vecellio.